PUNTO DI PARTENZA

Il punto di partenza del cammino, che non fu unicamente individuale, si situa in una tendenza rivoluzionaria del dopo seconda guerra mondiale, nel corso di un periodo considerato di contro-rivoluzione, impregnato di profondo smarrimento. Il marxismo come veniva esposto da A. Bordiga ci apparve come la sola teoria in grado di spiegare il divenire della specie ed esporre la possibilità di farla finita con le opposizioni tra le classi, con lo sfruttamento, quindi con il modo di produzione capitalistico. Questa possibilità era la rivoluzione comunista che avrebbe messo fine alla fase delle lotte all’interno della specie e permesso una riconciliazione con la natura.


La rivoluzione fu posta come rivoluzione a titolo umano, e il partito che avrebbe avuto, secondo la teoria, il compito di dirigerla, doveva essere un’anticipazione della società comunista e realizzare un “cervello sociale”. Ciò implicava che ogni membro di questo partito in via di realizzazione doveva comportarsi come se la rivoluzione fosse già un fatto compiuto.


Sulla scorta di A. Bordiga noi affermammo l’invarianza della teoria marxista – teoria del proletariato – fin dal suo sorgere nel 1848; ciò ci condusse a cercare di sviluppare tutti i possibili contenuti in questa teoria.


La potenza della teoria risiedeva in parte nella sua capacità di previsione. Una fase rivoluzionaria fu prevista all’incirca per il 1975. Il movimento di contestazione, il cui apice si produsse nel Maggio-Giugno 1968, confermò e infirmò la previsione e indusse una discontinuità. Gli avvenimenti ulteriori permisero di mettere in evidenza la fine del processo rivoluzione. Divenne evidente che occorreva abbandonare questo mondo ed entrare in un’altra dinamica di vita che si trattava di trovare. Alla fine degli anni settanta, inizio degli anni ottanta, si rivelò la morte potenziale del capitale.


Da allora, un’investigazione storico-teorica riguardante il fenomeno umano divenne necessaria per ben situare l’erranza della specie: comprendere come si è imposta la separazione con la natura e la dinamica che ne seguì. In particolare occorreva cogliere come si era messo in moto lo sviluppo della dinamica del valore, poi quella del capitale, all’inizio nell’area occidentale e poi in altre aree. Contemporaneamente, si dovette fare l’inventario degli apporti delle altre aree geosociali al divenire della specie. Ciò condusse ad investigare i diversi traumatismi della specie all’interno delle diverse aree. A partire da tutto ciò si è considerato di esporre l’emergenza di Homo Gemeinwesen, la specie che succederà a Homo Sapiens. Essa sarà in continuità con la natura, con il cosmo. Il suo processo di conoscenza non avrà una funzione giustificatrice, ma opererà nella dinamica del godimento.


All’inizio operammo in una dinamica di lotta, di opposizione, di negazione di un mondo, di una società, con lo scopo di affermare l’essere umano, vera Gemeinwesen dell’uomo (K. Marx). L’abbandonammo perché inefficace e cercammo un’altra dinamica di vita. Ciò ci condusse a situare il punto di partenza, l’origine di Homo Sapiens, e a percepire il sorgere di un’altra specie.